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Augusto
Bonza è nato nel 1955.
Cembalaro, restauratore e studioso
di strumenti a tastiera è stato allievo di Grant O'Brien e si è perfezionato in temperamenti antichi con Mark Lindley.
Trascorso l'apprendistato, nel 1980
inizia l'attività professionale di restauro e riproduzione di antichi
strumenti a tastiera. Il suo lavoro riscuote presto il favore di una clientela
internazionale.
Nel restauro pone un'attenzione
particolare ai problemi inerenti alla storia dello strumento e alle sue eventuali
alterazioni, applicando metodologie che salvaguardano l'integrità
organologica dell'oggetto musicale. L'esperienza di restauratore e organologo
gli permette di produrre strumenti di alta qualità, nel rispetto
degli antichi criteri di costruzione.
Strumenti da lui costruiti o restaurati
sono apprezzati da importanti musicisti della scena internazionale e sono
stati suonati in concerto o per incisioni discografiche da Rinaldo Alessandrini, Bob van Asperen,
Alda Bellasich, Renato Beretta, Fabio Bonizzoni, Dirk Börner, Fabio Ciofini, Sergio Ciomei, Paolo Corsi, Francesco Corti, Ottavio Dantone, Fernando De Luca, Ewald Demeyere, Stefano Maria Demicheli, Huguette Dreyfuss, Paola Erdas, Maria Cecilia Farina, Anna Fontana, Lorenzo Ghielmi, Luca Guglielmi, Kenneth Gilbert, Frédérick Haas, Pierre
Hantaï, Christopher Hogwood, Stefano Innocenti, Alessandra Iovino, Robert Kohnen, Ton Koopman, Ruggero Laganà, Gustav Leonhardt, Roberto Loreggian, Tabitha Maggiotto, Walter Mammarella Giordano, Mario Martinoli, Francesco Maschio, Tiny Mathot, Carlo Levi Minzi, Lia Levi Minzi, Guido Morini, Davitt Moroney, Giulia Nuti, Stefano Peruzzotti, Davide Pozzi, Christophe Rousset, Alessandra Sagelli, Cipriana Smarandescu, Giorgio Tabacco, Gabriele Toia, Claudia Vignani, Kenneth Weiss e molti altri.
Ha un laboratorio di restauro a Turbigo (Milano) e ha restaurato strumenti di grande valore storico e musicale. Tra questi spiccano, per interesse e rarità, un clavicembalo napoletano e due clavicembali veneziani del secolo XVI, un'arci-spineta veneziana del secolo successivo, un doppio virginale di Joannes Ruckers, tre clavicembali italiani di Nicolao De Quoco (1698 e 1699) e di Elpidio Gregori (attr.), un clavicembalo francese di Pascal Taskin e un pianoforte a tangenti di Friedrich Schmahl.Ha inoltre restaurato numerosi clavicembali , spinette e virginali anonimi dei secoli XVI, XVII e XVIII; nonché pianoforti storici di Böhm, Bösendorfer, Clementi, Collard & Collard, Comeretto, Davison and Redpath (attr.), Garcka, Erard, Fritz, Fuchs, Longman & Broderip, Longman & Herron, Müller, Pleyel, Riva, Rolando, Rolfe, Romberg, Salvi, Schantz, Schelli, Simon, Tomaschek, Trentin, van der Does, Walter, Wopaterni e molti pianoforti anonimi.
Ha collaborato con numerosi organismi
internazionali e prestigiose istituzioni musicali, la sua esperienza è richiesta da importanti collezioni pubbliche e private. Dal 1992 svolge mansioni
di restauratore e consulente al Museo degli strumenti musicali di Milano,
presso il Castello Sforzesco. Per questo Museo ha redatto il catalogo degli
strumenti a tastiera.
Ha collaborato con l‘Università degli studi di Pavia negli anni 2000 e 2002 tenendo seminari per gli allievi del corso di musicologia. |
Studi organologici e pubblicazioni
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